Una delle più importanti attività intellettuali è quella di predire il futuro. E' un'attività che è parte anche dell'intelletto degli animali più sviluppati ed è stata utilizzata fin dalla preistoria per garantire la sopravvivenza degli individui. Ai tempi preistorici, predire il futuro serviva a capire dove passavano le prede da cacciare e mangiare e dove sarebbero passati i predatori da evitare; servivano a prevedere quando sarebbe arrivato un temporale o la piena del fiume per correrere per tempo ai ripari.
Ai giorni d'oggi prevedere il futuro è l'occupazione principale di quasi ogni uomo libero, altro che i pensieri sull'impero romano! Al giorno d'oggi i fini sono meno legati alla mera sopravvivenza e più utilitaristici: bisogna prevedere se quali saranno le azioni che saliranno per comprarle e quali vendere perchè scenderanno; prevedere dove l'attaccante tirerà il rigore decisivo per decidere da quale lato tuffarsi (se sei il portirere); prevedere se farà bel tempo per prenotare in anticipo i voli, in modo da risparmiare.
Il presente per noi umani esiste solo come ultimo punto di controllo della validità delle equazioni mentali con i quali approssimiamo la nostra interpretazione del mondo. E' a questo punto che nascono i nostri complottismi: se la ultime informazioni, le news non combaciano con le mie previsioni, potrebbe voler dire che il mio modello è sbagliato e quindi, che potrebbe essere un'azzardo troppo incosciente fare quella giocata, quella scommessa che già immaginavo mi avrebbe svoltato la vita.
Ma cosa succede se ho già fatto la scommessa prima di aver verificato il modello? Cosa succede se mi sono legato ad una fazione politica e inizio ad accorgermi che è composta da cialtroni? Se ho accettato un offerta di lavoro a scapito di un'altra e dopo qualche mese mi sembra di notare che il mercato favorisca i concorrenti? Se mi gioco la reputazione da ingegnere sostenendo che la tecnologia fotovoltaica non ha futuro ed invece poi esplode? In questo caso penso che ci siano solo due possibilità: ammettere l'errore con umiltà e cercare di rimediare per quanto possibile, tranquillizzandocisi che, come la previsione positiva fosse sbagliata, anche quella negativa potrebbe essere fallace e quindi non è il caso di disperarsi. Oppure si può inventare una realtà alternativa che possa continuare ad alimentare le proprie illusioni o, per lo meno, giustificare i propri fallimenti: l'arbitro è venduto e ha condizionato la partita; è solo una bolla che prima o poi scoppierà; la tecnologia funziona ma i poteri forti la ostacolano, e così via.
Per questo motivo, per esempio, penso che la morte del figlio di un antivaccinista non sia particolarmente utile a riportarlo a convinzioni più scientifiche: la sua realtà è già piegata alle sue illusioni così pesantemente, che qualsiasi evento drammatico sarà considerato alla stregua di un glitch o spiegato più facilmente con una più piccola correzione della propria teoria complottista.